Nike la “Vittoria Alata” figlia del titano Pallante e della ninfa Stige, rappresenta la vittoria in guerra, ma dall’antica grecia ai giorni nostri è anche simbolo del successo sportivo. L’atleta, infatti, sublima sul campo l’ansia di combattimento e di confronto che attanaglia l’essere umano, soffre, suda e vince per noi. Così il gioco acquista pari dignità della vita reale confondendosi con essa e diventando la ragione stessa per cui alcuni uomini si ostinano a correre dietro ad una palla ed altri a decifrarne il senso.
Lo sport presuppone un corpo allenato, ma soprattutto un animo d’acciaio. La Start di Kiev, squadra ucraina sotto il dominio nazista, andò incontro al linciaggio delle SS pur di non accettare una sconfitta richiesta e pretesa dai tedeschi, consci del fatto che il popolo si identificava nella propria squadra e che una vittoria calcistica contro l’invasore poteva essere il segnale per l’insurrezione e il riscatto.
Jack Johnson fece della sua abilità pugilistica uno strumento per combattere il razzismo ancora imperante negli USA fino a rimanere vittima del Ku Klux Clan. Garrincha divenne un grande campione nonostante una poliomielite infantile gli avesse rubato estetica e forza nelle gambe.
Non vi sembrerà strano, così, se ho spesso utilizzato il mio tempo a descrivere il gioco sublime di Nedo Condottiero o di Magnum Gaudio, trovandovi lo stesso impagabile piacere provocato dalla lettura di un verso o dall’ascolto di una sinfonia. Del resto, non occorre essere letterati per vedere, nelle traiettorie percorse da una palla lanciata da Scorna o da Gippo, la commovente perfezione di un endecasillabo greco.
Proprio nell’arte greca le figure destinate a impersonare la “Vittoria” erano scattanti e meravigliose, con lunghe vesti ondeggianti e ampie ali spiegate, pronte a balzare dal mondo degli uomini all’Olimpo degli Dei, e a portare con sé il nome, il ricordo, l’immagine del trionfatore. La Vittoria è alata, non solo perché porta in alto il vincitore al di sopra dei comuni mortali, ma anche perché è rapida, ci passa davanti e va, letteralmente, presa al volo, come l’attimo fuggente di un destino che ben difficilmente offrirà un’altra opportunità.
Per questo, la figura della Nike appare inafferrabile e fascinosa, sembra scivolare via nell’istantaneità irriproducibile di un sorriso, corre veloce, pronta a offrirsi a nuove mani.
Come è triste pensare che oggi si legga Naik e, stilizzata in una sorta di baffetto che da solo vale cento euro, accompagni il freddo scorrere del denaro di una multinazionale che al profitto aggioga pure l’anima.

Cari amici vicini e lontani che con grande passione e dedizione seguite da ormai molti lustri le gesta della gloriosa Fortitudo Pallacanestro Cosenza, sabato 31 Ottobre la “Nostra” ha disputato la prima gara del campionato di serie D regionale contro la forte squadra di Scalea. Le due compagini hanno dato vita ad un match molto combattuto, grande agonismo e nello stesso tempo fair play d’altri tempi hanno entusiasmato il folto pubblico che, per niente intimorito dalla brezza sferzante che ha investito nel pomeriggio di sabato la ridente cittadina dell’alto Tirreno cosentino, riempiva in ogni ordine di posti le tribune dell’impianto e che ha gioiosamente partecipato all’evento rivolgendo scroscianti applausi ad entrambe le formazioni. La partita si è conclusa con la vittoria dei locali per 63 a 59, ma la Fortitudo tutta ha imboccato la SS Tirrenica con la certezza di aver disputato un buon match che con un pizzico di attenzione in più si poteva portare a casa e con la speranza che continuità e fiducia nel progetto regaleranno alla fine grandi soddisfazioni a tutti.
Ma veniamo ai protagonisti di questa prima gara della stagione 2009/2010.
In primis senza voto (visto il ruolo che ricopre e che per forza di cose…..deve necessariamente essere scevro da giudizi di parte), ma con ampia nota di merito per Coach Ari Ari Ari Ari: Lino Banfi adorava il suo Ari che impazzando nelle aree avversarie seminava il panico tra le difese, allo stesso modo il nostro Ari semina il panico ma tra i suoi atleti che colpevolmente ignorano gli schemi che con tanta pazienza gli ha più volte spiegato, ma che, come faceva il famoso attore pugliese con il suo fuoriclasse, lo adorano cercando in lui la luce come un marinaio nella notte scura ed in balia dei flutti cerca la luce del faro.
Voto 9 per ZIO CARMELO: non è una questione di referto, i punti, i minuti, le stoppate ad un certo punto della carriera non si contano più, quel che risalta e fa del nostro capitano (in campo) un esempio per tutti è l’abnegazione e l’attaccamento ad un gruppo che da questa icona della pallacanestro cosentina ha tanto da imparare. Soffre, prova ma gli acciacchi che dopo una certa età fanno capolino lo costringono in panca da dove comunque non fa mancare il suo apporto dispensando consigli ai giovani compagni. INOSSIDABILE.
Voto 8 per GIPPO 4×4 (in allenamento quattru’u tenanu ed in partita quattru l’ammuttanu): sono tante le novità del roster 2009/2010, tra queste il giocatore iscritto a referto con il numero 4. Pensiamo possa fare grandi cose quest’anno, in parte ne ha dato dimostrazione sabato. L’organico è ampio così non sarà difficile per lui trovare in allenamento 4 persone che cercano di limitarlo così come da consuetudine scegliere 4 compagni che la domenica avranno l’ingrato compito di spingerlo a canestro. MISTER X.
Voto 9 per SUPERSIMO: alla prima con la sua nuova squadra vuole ben figurare, strappa rimbalzi, stoppa, blocca, segna, per fortuna nessuno gli aveva spiegato che sarebbe stato già un successo vederlo solo indossare la maglia della Fortitudo!!!! Il ragazzo ha un gran carattere che unito al suo indiscutibile talento lo porterà sicuramente a solcare parquet ben più prestigiosi……ma sempre da giocatore fortitudino!!!! COLONNA.
Voto 8 per BONS-BONS: va bene il fair play ma quanno ce vo’ ce vo’, siamo sicuri che proprio queste semplici parole saranno passate per la testa del “Nostro” allorquando nel corso di una innocua ed innocente azione di gioco ha ristabilito le forze in campo, nel senso che con forza ha scaraventato nel campo un avversario, quello stesso che nel corso del time-out successivo con estrema educazione si recava da lui per chiedere spiegazioni dell’accaduto ricevendo in cambio solo un’innocente “succede”. Nuovo ed efficacissimo innesto, quando il coach saprà dosare la sua grinta non ce ne sarà per nessuno. KILLER.
Voto 7 per SEMPRE PIU’ PAPY LONETTI: attento, sempre vigile e con occhio vispo, ma in direzione della porta di ingresso che da lì a poco avrebbe accolto la sua bella ed il suo erede: IL PRESCELTO. E si ragazzi quest’anno papy Lonetti si dedicherà a fornire i primi rudimenti della pallacanestro al giovane Frank, bombe, sospensioni, penetrazioni un clinic completo che se il DNA non è un’opinione siamo certi il piccolo non tarderà a far suo…..e la storia della Fortitudo continua……MAGISTER.
Voto 8 per NEW ENTRY ENRICO: non è mai facile l’esordio, tanto più se fuori casa, partendo in quintetto e con tanti occhi puntati addosso, inizia timido ed guardingo, si scioglie a metà gara ed esplode nel finale piazzando due penetrazioni a difesa schierata di quelle che fanno male. In lui la società ha investito molto ripone grandi attese, al momento una certezza il ragazzo ha mostrato grande spirito di gruppo ed affidabilità, il coach gli dà fiducia sin da subito e lui lo ripaga con una prestazione da ricordare. LAMA DI RASOIO.
Voto 8 per GIOIELLINO CARMELINO: partita difficile in salita, squadra nuova ancora tutta da rodare, compagni nuovi…..e lui cosa toglie da cilindro??? Una bomba di quelle che fanno sobbalzare dalla sedia proprio in faccia al suo diretto avversario. Al di là del gesto tecnico, non ho probabilmente le adeguate competenze per giudicarlo, una di quelle azioni che danno un’impronta, piazzate lì quasi a dire: ehi ci sono anche IO, ricordatevi che non si può continuare a fare i ragazzini per sempre prima o poi vi dovrete pur fare da parte……uomo avvisato…..INTIMIDATORE.
Voto 9 per MAGNUM SLAVO: era da tanto che non mi soffermavo sulla nazionalità del nostro DEUS EX MACHINA, sarà perché ormai da diversi, troppi anni ci ha abituato a quel gesto tanto leggiadro quanto imponente nell’esprimere forza ed armonia atletica che è il tiro in sospensione. Ebbene sabato il gesto di cui sopra ha trovato un ineguagliabile interprete, se le regole del basket proibissero di segnare anche da sotto statene certi gli italiani in NBA non sarebbero solo tre, purtroppo la maggior parte dei punti si segna proprio da sotto il canestro e così siamo tutti felici che Magnum faccia parte della nostra squadra. CECCHINO.
Permettetemi, infine, una menzione speciale per CICCIO FARLOCCO: la simpatia e la disponibilità che da subito agli occhi di tutti ha contraddistinto il nostro decimo uomo ci ha permesso di scherzare affettuosamente senza timore di urtare la sua sensibilità, così, nel ringraziarlo a nome di tutti mi permetto un caloroso appello: NON CI ABBANDONARE!!!!
IL CAPITANO
Le celebrazioni sono un ricordo collettivo di eventi che sono significativi per i gruppi e per le comunità, uniscono insieme in un dato momento storico il passato, il presente e il futuro, evocando gratitudine per il passato, rafforzando l’impegno nel presente e generando speranza per il futuro. Così, dopo un estate più lunga del solito e come ormai da prassi consolidata, mi ritrovo a celebrare l’inizio di una nuova stagione sportiva.
L’attesa è tanta, le premesse per fare bene sembrano esserci tutte, vedo la voglia, la passione ed il talento. Le difficoltà certo non mancheranno, avversari sempre più qualificati ed agguerriti ed un roster completamente rinnovato. Un folto gruppo di giocatori, indispensabile per far fronte ad eventuali infortuni, squalifiche, problemi familiari e quant’altro che la stagione alle porte ci costringerà ad affrontare, rendendo indispensabile l’apporto di tanta gente di qualità e di carattere.
Le partite non sono mai tutte uguali e nell’ambito della stessa partita i contesti sono sempre diversi, poter contare su valide alternative alla fine fa la differenza tra il vincere ed il perdere ed intendiamoci bene, chi gioca nella FORTITUDO ha un solo credo: VINCERE. Per questo motivo il primo obbiettivo è quello di amalgamare il vecchio gruppo con i nuovi innesti che hanno dimostrato qualità tecniche assolutamente fuori discussione e buon senso……, ma anche impegno e consapevolezza di far parte di un gruppo, che per storia e tradizione deve essere vincente per forza. Solo ed esclusivamente con questo spirito si vince, giocando bene si può vincere o perdere, con lo spirito giusto, il carattere e la mentalità si vince.
Siamo tutti molto fortunati di far parte di questa compagine e sarebbe un delitto non far fruttare il talento così cristallino che ciascuno di noi esprime in campo. Umiltà e grandi motivazioni, nessun senso di appagamento e disponibilità al sacrificio che richiede una carriera sportiva. Gruppo forte e compatto perché la pallacanestro è uno sport di squadra nel quale la fiducia reciproca e l’affiatamento sono indispensabili.
Ci sono stati in passato casi di grandi annate che si sono sbriciolate anche per sciocchezze o per incapacità di gestire grandi qualità. Ma in questo caso sono convinto che Società, allenatore e giocatori lavoreranno al fine di porre al centro di tutto solo ed esclusivamente la serenità ed il futuro della nostra gloriosa FORTITUDO.
E’ con immensa gioia che rispolvero oggi una rubrica molto seguita dai numerosissimi tifosi della Fortitudo Basket Cosenza sparsi per il mondo. Vi chiederete la motivazione di una pausa così lunga, semplice, la scorsa travolgente stagione cestistica ha bruciato di passione i cuori di tutti noi ed era prevedibile la conseguente fase di stanca, di riassestamento societario e di squadra, tanto spiacevole quanto utile al fine di capire le vere motivazioni che spingono ognuno di noi ad indossare ancora una volta una gloriosa maglia. Alcuni potrebbero maliziosamente pensare che il ritorno di questa rubrica in coincidenza dell’evento sportivo consumatosi la sera del 16 marzo 2008 non sia proprio una casualità, ebbene costoro non si sbagliano affatto, perché, come sa chi mi conosce bene, la vittoria scatena nell’intimo del mio animo una goduria senza limiti, se poi questa giunge a coronamento di una tiratissima partita contro “gli amici” universitari fuori corso, bè vi lascio immaginare……….. (more…)